Se avete un’età compresa tra i 40 e i 100 anni e se avete buona memoria, quando io inizierò a scrivere “Ei fu. Siccome immobile…” voi in coro direte tutti: “…dato il mortal sospiro, Stette la spoglia immemore. Orba di tanto spiro”.

Prima le poesie venivano imparate a memoria, strofa su strofa, che bei tempi! Sì, oggi è il 5 maggio, un 5 maggio commemorativo, nel 1821, quindi 200 anni fa, moriva il più grande stratega che la storia ricordi : Napoleone Bonaparte. Della sua vita e dei suoi successi sono pieni i libri di storia, delle sue cadute nella polvere e delle sue “rinascite” si è scritto tutto.

Sapevate, cari miei lettori, che la madre di Napoleone, Maria Letizia Ramolino, coniugata Buonaparte, è stata sepolta per una quindicina d’anni in terra di Tuscia? Precisamente a Corneto, oggi Tarquinia? Sicuramente lo sapevate, ma ricordarlo oggi in una data tanto significativa male certamente non ce ne arrecherà.

La nostra famosa madre oltre a dare la vita al grande Napoleone diede alla luce altri 12 figli. Le cronache riportano che si comportò da vera suocera nei confronti della stravagante Giuseppina di Beauharnais, che il figlio sposò nel 1796, tanto che non andò neanche all’incoronazione, contrariamente a quello che si può dedurre dal famoso quadro di David, per non vederla gioire della sua gloria.

Fu una grande credente, si appellò più volte al papa per aiutare il figlio quando questi era nella polvere, quasi non ricordasse più le grandi corse che il figlio fece fare a Pio VI, poverino, all’ingresso delle truppe francesi a Roma, certo non guidate direttamente da lui, che era in procinto di imbarcarsi per l’Egitto, ma del generale Louis-Alexandre Berthier.

Bigotta fino al midollo, austera come si conviene a una Madame Mére, fu la consigliera del figlio, non sappiamo se lui la stette a sentire, se fu più fortunata di noi comuni madri di 200 anni dopo. Lo pianse dopo la sua dipartita, (quanto amo questi termini che la nostra Viola chiamerebbe “paroloni alla Nadia”) e sopravvisse al figlio per altri 15 anni. Morì nel 1836 a Roma presso Palazzo Rinuccini a due passi, se la memoria non mi gabba, (altro termine per Viola) da Piazza Venezia.

Certo, avere il corpo della madre di colui che infiammò l’Europa dentro l’urbe, non è che piacque molto, si sa molte volte fanno più paura i reti mortali che non la persona viva e vegeta. Quindi in gran segreto caricarono la cassa su di un carro anonimo e la fecero uscire da Roma, destinazione Corneto (Oggi Tarquinia). Le pie monache Passioniste certamente non poterono rifiutarsi, l’ordine veniva da Roma, quindi l’accolsero diciamo a braccia aperte, o almeno giunte in preghiera. Per 15 anni il corpo della Grande Madre riposò nel monastero, poi nel 1851 venne portata in pompa magna in Corsica. Gli si tributarono grandi onori, ma si sa quelli non vengono mai meno quando hai un cognome famoso, anche se sei la madre di colui che fece tremare il mondo!

foto tratta dalla pagina Facebook “Città di Tarquinia”
Anonimo

Scritto da:

Nadia Proietti

Salve, il mio professore di storia ripeteva sempre che lo storico studia i documenti, senza interpretare
e senza romanzare, ecco come mi comporto io: prendo i fatti storici, spesso dai documenti, aggiungo
dei personaggi, una storia verosimile e voilà ecco come nasce ogni mio racconto.
Chi sono? Mi chiamo Nadia sono laureata con lode in Filologia Moderna, ho all'attivo un Master in materie letterarie, un Corso di Alta Formazione in Storytelling, docente di lettere precario. Oltre ai titoli sono madre di due figli, appassionata di storia moderna in particolare in storia dell'Europa
dell'Est, pessima casalinga, ma buona padrona di casa.