Oggi vi voglio far conoscere un luogo legato alla mia infanzia, un’oasi di pace in cima al colle delle Grazie. Se provieni da Viterbo, subito dopo il grande cimitero, a circa trecento metri (metro più, metro meno) troverai il bivio che porta a Vasanello, prendilo e dopo poche centinaia di metri sulla sinistra vedrai una “Colonnetta”, così è conosciuta ad Orte, una piccola colonna di pietra alta poco più di 2 metri. Inizia a salire. Ti troverai davanti la bella chiesa di Santa Maria delle Grazie con l’annesso convento benedettino.

Anticamente, come si legge dalle carte di Don Delfo Gioacchini, stimato sacerdote ortano e grande appassionato di storia locale, dalla fontana di Sasseta, salendo su verso il convento per la strada in salita che vi ho appena indicato, si trovava una località allora chiamata “Scacchieta”, nome assai strano, lo stesso storico Leoncini afferma di non averlo mai udito, se non in alcune zone dell’Abbruzzo, dove indica una qualità di “melle servatiche”.

Papa Adriano IV nel 1159 e papa Alessandro III nel 1174 assegnarono la piccola cappella che sorgeva sulla sommità del colle ai canonici della Cattedrale. L’atto della confermazione della donazione viene poi ribadito nel 1514 dal Vescovo Franceschini. La zona divenne quasi da subito un luogo di pellegrinaggio. Grazie alle donazioni, infatti, venne edificata la chiesa che ancora vediamo, era il 1521.

Come in molti altri luoghi di culto, anche lì avvenne un provvidenziale miracolo. Un uomo che era rimasto invalido dopo un colpo di archibugio “Avvenne che fusse liberato et potesse camminare a suo bell’agio” (Leoncini, Vol. II). Dopo questo miracolo molte donazioni arrivarono alla chiesa, una pia donna, una tal Armellina Cocovagini, lasciò per testamento la sua dimora e le sue proprietà alla Chiesa, grazie a tali concessioni essa fu ornata. Nel 1599 i padri Gerolimini, ai quali sua Eccellenza Perusco aveva affidato la sua gestione fece edificare il bellissimo monastero.

Le vicende storiche successive lo vedono, dopo l’occupazione francese dello Stato Pontificio, cambiare di nuovo “gestione” e passare sotto il controllo del Seminario di Orte. Ultimo passaggio di consegne avvenne nel 1957 grazie al Vescovo Massimiliani che lo affidò alle monache benedettine.

Attualmente vi risiede un’attiva congregazione, più di 32 monache. Molto rinomata è la produzione erboristica, i prodotti naturali sono creati dalle sapienti mani delle monache tratti da antichi ricettari risalenti al ‘500. Una nota personale: producono delle caramelle al Propoli che fanno risuscitare i morti, ma non fatevi sentire dalle amate Sorelle…

Se passate per Orte fateci un salto, entrate nella chiesa poi dopo aver ammirato i vari altari volgete lo sguardo in alto e incontrerete quello pietoso della Beata Vergine, chiedete salute e serenità, Ella vi ascolterà. Prima di andar via suonate il campanello del grande portone, quello subito dopo il cancello, vi risponderà una dolce Sorella con il suo “Sia lodato Gesù Cristo”, entrate e troverete tutto ciò che vi serve per la vostra salute.

Notizie tratte dal libro “Orte le contrade e i borghi “ di Don Delfo Gioacchini; “La fabrica ortana” di Don Lando Leoncini 1396

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Anonimo

Scritto da:

Nadia Proietti

Salve, il mio professore di storia ripeteva sempre che lo storico studia i documenti, senza interpretare
e senza romanzare, ecco come mi comporto io: prendo i fatti storici, spesso dai documenti, aggiungo
dei personaggi, una storia verosimile e voilà ecco come nasce ogni mio racconto.
Chi sono? Mi chiamo Nadia sono laureata con lode in Filologia Moderna, ho all'attivo un Master in materie letterarie, un Corso di Alta Formazione in Storytelling, docente di lettere precario. Oltre ai titoli sono madre di due figli, appassionata di storia moderna in particolare in storia dell'Europa
dell'Est, pessima casalinga, ma buona padrona di casa.