In fondo alla discesa di Porta Romana, in cima alla salita di Piazza del Comune, sorge la Fontana Grande, così chiamata certo per la sua imponenza ma ancor più per la sua età, dal momento che è la più “grande” tra tutte le fontane di Viterbo.

Nel lontano 1212, furono gli scalpellini Bertoldo e Pietro Di Giovanni a darle vita, come si legge nell’epigrafe sul secondo ciglio della tazza inferiore della fonte; al XIV secolo risalgono invece le fistole in bronzo decorate con gli stemmi delle famiglie Gatti e Orsini.

Il nome del prestigioso monumento mutò più volte nel corso dei secoli: circa 60 anni dopo la sua costruzione venne detta “Fontana del Sepale”, dal latino “sepes” – “ripari”, riferendosi a quelle colonnine di ferro oggi scomparse che la circondavano come una siepe, il cui scopo era quello di evitare che gli animali contaminassero le vasche; al XV secolo risale la denominazione “Fontana Gattesca”, mentre è solo a partire dal 1565 che viene utilizzata la denominazione attuale.

La fontana presenta uno stile a metà tra l’austerità del romanico e l’eleganza del gotico, in una sintesi armonica e ben riuscita. L’acqua che la alimenta proviene da un acquedotto romano tuttora esistente situato sopra il vecchio carcere di Santa Maria in Gradi, oggi sede del rettorato dell’Università degli Studi della Tuscia.

Una curiosità davvero sorprendente che non tutti conoscono è che la nostra bella fontana, uno dei simboli più autentici della Città dei Papi, è stata clonata.
Sì, avete capito bene: ce l’hanno copiata!
La sorella gemella si trova infatti nella piazza principale dell’isola greca di Rodi, affacciata sull’azzurro del Mar Egeo, assai lontana dal suo contesto medievale.
Tra il XIV e Il XVI secolo i Cavalieri di Malta costruirono palazzi e fortificazioni in tutto simili a quelli viterbesi, tanto che girando per Rodi non è strano avere la sensazione di trovarsi un po’ a casa.
La nostra Fontana Grande (lì riprodotta in scala) venne costruita per l’Esposizione Universale del 1911 e poi mandata a Rodi durante il periodo dell’occupazione italiana.
Ciò che di più curioso vi è in questa curiosità è il fatto che in quello stesso punto dove oggi è collocata la fontana, secondo la leggenda si ergeva maestoso il Colosso di Rodi … Viterbo caput mundi!

La foto è tratta dal sito www.lafune.eu

Anonimo

Scritto da:

Carolina Trenta

Un po' romantica un po' nerd, appassionata lettrice e cultrice di storie, raramente a mio agio nella folla; amo il mare fuori stagione, il legno del violino, l'aroma del cappuccino, le matite che scorrono sulla carta, i cuscinetti sotto le zampe dei gatti. Quando tanti pensieri si accavallano nella mia mente li metto nero su bianco e ogni tanto ne esce fuori qualcosa di buono, ma senza troppe pretese.
Mi sono laureata in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi della Tuscia e per il mio futuro spero di lavorare in una di quelle biblioteche giganti che si vedono nei film :)