Ero distratta e andavo anche abbastanza di fretta.
Avevo molto lavoro da fare ma mia mamma mi aveva chiesto di prendere alcune cose in cantina per preparare il pranzo e così sono scesa di sotto, anche se controvoglia; mi sono guardata intorno sugli scaffali per prendere ciò che mi serviva, ma ad un certo punto mi sono distratta… in un angolo ho visto un luccichio proveniente da un’elegante bottiglia che sembrava osservarmi come una vecchia signora seduta a riposarsi con indosso il suo abito migliore, in attesa che qualcuno la invitasse a ballare.
Ho posato tutta la roba che avevo preso e, con curiosità bambina, ho cominciato a rigirarmi tra le mani questa oscura dama di vetro.

L’Aleatico di Gradoli è un vino tipico della Tuscia, prodotto nello storico vitigno della cittadina omonima; si tratta di un vino liquoroso da meditazione di colore rosso granato, dal profumo dolce ed intenso. Al palato si presenta abbastanza fresco, caldo e morbido, ed è ottimo se accostato a pasticceria secca e non, al cioccolato ed a formaggi morbidi e saporiti; i viterbesi amano degustarlo con i cosiddetti “tozzetti”, dei dolci tipici della zona.

Secondo la tradizione, questo vino sarebbe stato introdotto nei Monti Volsini dagli Etruschi, che a loro volta lo avrebbero acquisito dai Greci.
Si narra inoltre che in una grotta situata poco fuori Gradoli, chiamata ancora oggi Poggio Del Diavolo, vivesse un demonio che aveva l’abitudine di terrorizzare gli abitanti del posto; in molti avevano tentato di ucciderlo, ma nessuno aveva avuto successo.
Un giorno, rientrando nella sua dimora, egli trovò un leone che dormiva sul suo giaciglio. Il demonio lo svegliò e tentò di scacciarlo, ma il felino ebbe la meglio e lui finì dritto all’Inferno; tuttavia, all’interno della grotta rimase il suo bastone conficcato nel terreno, dal quale spuntò e crebbe una vite, detta appunto vite dell’Aleatico.
Per riconoscenza gli abitanti di Gradoli misero nel loro stemma cittadino il leone e il bastone con la vite.

A questo punto vi sarete chiesti se io sia finita sdraiata in cantina a smaltire gli aromi dell’Aleatico; nulla di tutto ciò, il vino è stato portato a tavola e felicemente condiviso.
E quella vecchia ed elegante signora ha ripreso a danzare.

Foto scattata da Carolina Trenta

Anonimo

Scritto da:

Carolina Trenta

Un po' romantica un po' nerd, appassionata lettrice e cultrice di storie, raramente a mio agio nella folla; amo il mare fuori stagione, il legno del violino, l'aroma del cappuccino, le matite che scorrono sulla carta, i cuscinetti sotto le zampe dei gatti. Quando tanti pensieri si accavallano nella mia mente li metto nero su bianco e ogni tanto ne esce fuori qualcosa di buono, ma senza troppe pretese.
Mi sono laureata in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi della Tuscia e per il mio futuro spero di lavorare in una di quelle biblioteche giganti che si vedono nei film :)