Salta, balla e fa capriole, e fa innamorare le belle figliole.
Ecco il nostro Frisigello.

Lo jollaro, come lo chiama nella sua cronaca della città di Viterbo, Niccolò della Tuccia, sapeva fare: ” giochi meravigliosi di nove maniere, il quale in quel tempo non trovava pari , et ne fu fatta certa memoria nel porticale della chiesa di S: Angelo in Spada nella pariete davanti”.

La leggenda racconta che la bella Galiana un dì uscì dalla sua dimora per fare una passeggiata in compagnia delle sue fantesche. Ed ecco che all’improvviso fu presa da grande amore proprio per lo jollaro.
Frisigello oltre a far giochi, balli e lazzi sapeva anche scrivere belle lettere d’amore che le faceva recapitare alla sua amata da una servetta di casa Gatti. La bella viterbese aspettava con ansia le lettere, fino a quando un giorno queste non arrivarono più. Che era accaduto a Frisigello?
Anche un’altra donna emblematica viterbese aveva posto gli occhi su di lui, Anna dalla chioma bicolore.
Quale dote aveva lo jollaro per far innamorare sì tante donzelle?
Era forse bello? Di certo era un gran burlone, e si sa le donne amano quelli che le fanno ridere.
Il padre di Galiana la fa tosto rinchiudere dentro le mura della sua casa, e poverina andrà incontro al suo destino!

Frisigello ancora balla, salta e fa giochetti. Se guardate bene lo vedrete tra la folla per le burle di carnevale. Attenzione belle donne che fa tutte innamorare!

La foto è di Fernando Nobili

Anonimo

Scritto da:

Nadia Proietti

Salve, il mio professore di storia ripeteva sempre che lo storico studia i documenti, senza interpretare
e senza romanzare, ecco come mi comporto io: prendo i fatti storici, spesso dai documenti, aggiungo
dei personaggi, una storia verosimile e voilà ecco come nasce ogni mio racconto.
Chi sono? Mi chiamo Nadia sono laureata con lode in Filologia Moderna, ho all'attivo un Master in materie letterarie, un Corso di Alta Formazione in Storytelling, docente di lettere precario. Oltre ai titoli sono madre di due figli, appassionata di storia moderna in particolare in storia dell'Europa
dell'Est, pessima casalinga, ma buona padrona di casa.