Oggi camminiamo. Facciamo un bel giro a piedi, un percorso alla scoperta della cinta muraria del capoluogo della Tuscia, da sempre simbolo del fascino medievale della nostra città. Non sarà un percorso lungo e stancante, ci fermeremo ben 13 volte. Vi potrete affacciare per sbirciare all’interno di ogni “tappa” ma non vi è concesso entrare, almeno per oggi; dovete continuare a camminare. Se accettate le regole e vi siete messi delle scarpe comode, vi prego di seguirmi.

Il nostro cammino inizia da Porta Romana (1), precedentemente chiamata Innocenziana in onore di papa Innocenzo X in visita a Viterbo, ma poi rinominata dai viterbesi con il suo nome attuale perché si affaccia sulla via Cassia che porta a Roma. Sulla cima si trova una statua di Santa Rosa, protettrice della città, che secondo antiche testimonianze si sarebbe miracolosamente voltata per fermare una palla di cannone durante i bombardamenti dell’esercito francese alla fine del XVIII secolo.

Proseguiamo verso Porta della Verità (2), così chiamata in onore della vicina chiesa di Santa Maria della Verità; sulla sommità troneggia un grande stemma di Benedetto XII e poco sotto si trova un’epigrafe che spiega la storia della porta.

Arriviamo a Porta San Marco (3), realizzata nel 1200, chiusa nel XVI secolo e riaperta solo nove anni fa; essa era il passaggio obbligato per andare verso la Valle dell’Urcionio.

Giungiamo dunque a Porta Murata (4), così comunemente nota perché è stata murata per oltre 400 anni a partire dal XVI secolo.

Ci riposiamo un attimo di fronte all’imponente Porta Fiorentina (5), inizialmente nota come Porta Santa Lucia ma poi detta Fiorentina perché immette sulla strada che conduce a Firenze. Ricostruita più volte nel corso dei secoli, è uno dei monumenti più belli ed importanti della città.

Camminiamo verso Porta Bove (6), una porta antichissima situata sotto la torre omonima ma non visibile dalla strada; riusciamo infatti a scorgere soltanto la cuspide, decorata dagli stemmi della famiglia Papareschi.

Scendiamo verso Porta Faul (7), che si apre sui resti di un’antica torre, poi demolita; il bellissimo stemma con i gigli appartiene alla famiglia Farnese, in onore della quale inizialmente la porta si chiamava Farnesiana.

La porta di Valle (8), adiacente a Porta Faul e poi da essa sostituita, era stata chiusa proprio a causa della sua “invadente” vicina ed è stata riaperta solo nel 1990.

Guardiamo in alto verso Porta San Lorenzo (9), della quale oggi rimangono solo poche tracce; passando da essa si riusciva ad arrivare al Colle del Duomo, prima che venisse aperta la strada attuale.

Una bella salita ci aspetta: ci dirigiamo adesso verso la Porta del Carmine o di Pianoscarano (10), così chiamata per gli omonimi quartieri tradizionalmente agricoli che si estendono ai suoi piedi; è probabilmente l’unica a non aver subito rifacimenti nel corso dei secoli, conservando così la sua bellezza originale. Quando il 9 giugno 1367 papa Urbano V riportava la sede papale a Roma da Avignone, passò proprio da qui.

Camminiamo ancora un po’ e arriviamo alla piccola Porta Fiorita (11); anch’essa tra le più antiche della città, a partire dal XV secolo è rimasta chiusa, per essere poi riaperta nel 1985.

Pochi passi e arriviamo di fronte a Porta San Pietro (13), inizialmente chiamata Porta Salicicchia probabilmente per i “silices”, cioè i selci, con cui era pavimentata la strada.

Ultimo sforzo, siamo arrivati: Porta San Leonardo (12), situata accanto all’antica chiesa di Santa Maria delle Fortezze, aveva una grandissima importanza perché sotto di essa passava il percorso etrusco-romano che portava poi nella capitale; chiusa nel XV secolo per aver perso la sua grande visibilità, è stata riaperta nel 2010.

In cima alla salita troviamo il nostro punto di partenza. Oltre alle porte elencate, nel corso dei secoli ce ne sono state altre, oggi del tutto scomparse. La piccola Viterbo ha tanti ingressi, dà il benvenuto da ogni parte a chiunque giunga a visitarla.

Quando un po’ di tempo fa una mia amica non viterbese, per darmi appuntamento, mi ha detto: “ci vediamo davanti alla porta!”, non sono riuscita a trattenere una risata.

Foto tratte dai siti: www.artecitta.itwww.tripadvisor.itwww.visit.viterbo.itwww.viterboinrete.itwww.lacitta.eu.

Anonimo

Scritto da:

Carolina Trenta

Un po' romantica un po' nerd, appassionata lettrice e cultrice di storie, raramente a mio agio nella folla; amo il mare fuori stagione, il legno del violino, l'aroma del cappuccino, le matite che scorrono sulla carta, i cuscinetti sotto le zampe dei gatti. Quando tanti pensieri si accavallano nella mia mente li metto nero su bianco e ogni tanto ne esce fuori qualcosa di buono, ma senza troppe pretese.
Mi sono laureata in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi della Tuscia e per il mio futuro spero di lavorare in una di quelle biblioteche giganti che si vedono nei film :)